Chi siamo

Donatella Cialoni

Storica dell'Arte (Laurea in Lettere Moderne con indirizzo in Storia dell'Arte e Diploma di Specializzazione in Storia dell'Arte Medievale e Moderna presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza").
Giornalista, iscritta all'Albo dei Giornalisti , Ordine Interregionale Lazio e Molise, elenco Pubblicisti.
Consulente Tecnico del Tribunale di Roma (perito in Antichità e Arte).
Collaboratrice della Camera dei Deputati: redattrice della proposta di legge "Nuove Norme per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali, XII legislatura, Atto Camera n.73 (che introduce il concetto di sgravio fiscale per gli interventi di restauro e conservazione condotti da privati,  e per il finanziamento di interventi di promozione artistica, aprendo al moderno mecenatismo, ed estende il concetto di tutela a tutti quei beni che rappresentino manifestazioni significative e documentino l'evidenza culturale di un popolo e del suo ambiente); Consulente nella Commissione Parlamentare Bicamerale di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse, dal 2000 al 2002.

Pubblicazioni

  • La fortuna calcografica del Giudizio Universale di Michelangelo e la vicenda della copia in disegno di Tommaso Minardi, nel catalogo della mostra "Disegni di Tommaso Minardi (1787-1871)", Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, ottobre 1982 - gennaio 1983.
    A contatto con l'opera più impegnativa del sublime "Michel, più che mortale, angel divino", la cui riproduzione lo impegna per oltre un decennio, in un'epoca di riflessione sull'arte italiana rinascimentale, Minardi realizza un disegno che fece scalpore nel primo quarto dell'Ottocento, per l'accuratezza e dei dettagli e la finezza del tratto.
    Una pagina di stile nell'articolata cultura ottocentesca tra Classicismo, Realismo, Simbolismo, che influenzerà profondamente l'attività didattica e la  produzione pittorica dell'artista.
  • Sul Pulcinella di Pier Leone Ghezzi, negli Atti del Convegno "Pulcinella, una maschera tra gli specchi", Napoli, marzo 1989.
    La fortuna del personaggio, amatissimo a teatro, di Pulcinella, che diventa protagonista anche in campo figurativo. Da un lato l'interpretazione autentica del Ghezzi, che ne evidenzia i riferimenti al modello antico, dall'altro un gruppo di disegni, a sua firma, apparsi sul mercato antiquario. Lo studio mette a fuoco  la metodologia di indagine, tecnica e stilistica, per l'individuazione di falsi.
    Il famoso artista era inoltre noto  per la sua passione antiquariale; aveva un piccolo museo personale di sculture e reperti.
    All'epoca iniziano anche a diffondersi i proverbi figurati e le scenette di gusto popolare soprattutto nei fogli destinati al grande pubblico.
  • Il dibattito sul Restauro del Giudizio Sistino tra gli Accademici romani, 1824-1825, nel "Bollettino dei Musei Vaticani", vol. XI, 1991.
    Per secoli, il "Giudizio" di Michelangelo ha mostrato al mondo una veste annerita ed opacizzata dal fumo delle candele, al punto di essere quasi "invisibile" in alcune sue parti. Documenti inediti conservati nell'Archivio dell'Accademia di San Luca rivelano l'opposizione al progetto di  restauro proposto da Vincenzo Camuccini "secondo un metodo innocentissimo e senza ombra ed idea di ritocco ", dovuto principalmente all'opposizione dell'ambiente accademico romano, e che vede Tommaso Minardi come attivo protagonista.
  • Il ciclo del Pontormo nel coro di San Lorenzo a Firenze (1546-56): un'ipotesi interpretativa, negli Scritti di Storia dell'Arte in onore di Maurizio Calvesi, in "Storia dell'Arte", 93/94, 1998.
    Cosimo de' Medici commissiona al Pontormo un ciclo di affreschi per il coro di San Lorenzo a Firenze, che lo tiene impegnato e, misteriosamente, quasi segregato per circa dieci anni. Scrisse il Vasari: "ma io non ho mai potuto intendere la dottrina di questa storia, se ben so che Iacopo aveva ingegno da sé, e praticava con persone dotte e letterate".
    Le coordinate religiose del ciclo, biblico ed escatologico, mostrano una fitta trama di intrecci tra l'ambiente fiorentino dell'epoca, soprattutto il maggiordomo del Duca Pier Francesco Riccio, l'entourage del Contarini, con richiami testuali al Beneficio di Cristo, ed a noti personaggi in "odore di eresia".
  • I due teleri del Tintoretto alla Madonna dell'Orto di Venezia, in "Arte Cristiana", 810, 2002.
    Riflessione sul processo salvifico radicata nella tradizione biblica e patristica, con citazioni dalle trattazioni teologiche del tempo, e passi dal Trattato Utilissimo del Beneficio di Giesù Cristo Crocifisso verso i cristiani, che rivelano una significativa fluidità dottrinale, con implicazioni di grande rilevanza nella discussione cinquecentesca.
    Lo studio evidenzia il messaggio dottrinale sotteso nel ciclo pittorico, che rivela una complessa interpretazione della giustificazione per fede e per opere, del libero arbitrio, della predestinazione all'inizio dell'età della Controriforma ed alle origini della esaltazione della figura di Cristo, nella fase matura della produzione pittorica del Tintoretto, e l'intento di promuovere un tributo culturale al ruolo politico del cardinale Gasparo Contarini al servizio della Repubblica Veneta e della Curia romana.
  • Opere di Alessandro Poma ( 1874-1960 ) , esposte nello studio dell'artista, Roma, Piazza di Siena, Casino dell'Alboreto de' Gelsi, 23-26 maggio 2002.
    Riscoperta del pittore, attivo a Roma tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del '900, con una selezione dei dipinti eseguiti a Villa Borghese, nella Casina di Raffaello, presa in affitto dal principe Camillo.
  • La Reale Fabbrica d'armi e il Poligono di Tiro. Nuove ricerche e precisazioni documentarie sulle vicende urbanistiche romane dei primi anni del Novecento nel quartiere Flaminio e al Foro Italico, in "Dalle armi alle arti. Trasformazioni e nuove funzioni urbane nel quartiere Flaminio", Ministero per i beni Culturali, Direzione Generale per l'Arte Contemporanea, Roma 2004.
    Alle origini della configurazione dell'area, a vocazione industriale e sportiva, con la più antica fabbrica di armi della Capitale, l'Ippodromo Parioli, lo Stadio Nazionale e successivamente il Foro Italico.
    Fino alla recente realizzazione del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
  • Roma nel XX secolo - Fotocronaca dal cielo di una città in trasformazione, Roma 2006, Kappa Edizioni.
  • Dal sito archeologico al parco museo diffuso, in "Bollettino della Unione Storia ed Arte", vol. C, 2008.
    Nel campo della ricerca tipologica e funzionale, relativa alle coperture dei siti archeologici, al  fine della protezione e fruizione degli stessi, il peso  della  tradizione è limitato a pochi, sporadici esempi.
    Solo in tempi recenti è iniziato un serrato dibattito teorico, che vede la trasformazione del "rudere" in un museo archeologico in situ e la creazione di un parco o di un sistema culturale ancora più vasto.
    Lo scenario dell'architettura moderna si apre alla soluzione di articolate  tematiche, che confermano la irrinunciabile salvaguardia del sottosuolo significativo e dello spazio circostante, la realizzazione di strutture moderne e significative, utilizzabili per una pluralità di funzioni, e la creazione di percorsi di visita e di visuali privilegiate che rendano con immediatezza l'evoluzione del tessuto storico .
    Alcuni esempi sono molto convincenti.
  • Il mercato centrale ai Cerchi e la stazione al Circo Massimo. Ipotesi d'uso di una zona archeologica nei primi anni di Roma Capitale, in "Bollettino della Unione Storia ed Arte",
    vol. CIII, 2011.
    Alle pendici del Palatino, in una zona di assoluto rilievo per la topografia delle origini della città antica, nei primi anni di Roma Capitale, troviamo impianti della Società Anglo Romana per il Gas e la prima centrale elettrica della Società Edison Italiana.
    Verso il Tevere, poco distante, sorge il piccolo stabilimento alimentare di Michele Pantanella, che già alla fine dell'800 diventa un'industria di indubbio rilievo e dimensione, praticamente un monopolio del settore.
  • Piano Territoriale Integrato di Santa Palomba. Ricerche storiche ed elaborazione cartografica GIS con Marina Marcelli, archeologa.
  • Il libro nero del seduttore (a cura di), Roma 2015. Trascrizione di un antico trattato, di autore anonimo.
  • Roma nell'età del Modernismo. La Capitale in controluce, Roma 2015, CAM Edizioni.

 

Attività di consulenza

  • Indagini diagnostiche relative all'autenticità di opere d'arte, con relativa certificazione (iscrizione all'Albo dei Consulenti del Tribunale di Roma);
  • Valutazioni e stime dei beni culturali e ambientali, con analisi dell'andamento di mercato;
  • Art Advisor

Roma nel XX secolo. Fotocronaca dal cielo di una città in trasformazione, Roma 2006.
La documentazione fotografica, inedita fino alla stampa del volume, getta una nuova luce sullo sviluppo della Capitale e riproduce un gran numero di edifici scomparsi. Consente un viaggio nel tempo, quando la città era ancora organizzata a misura d’uomo, ed i principali interventi architettonici, visibili nel contesto originario che, solo, ne permette una corretta interpretazione, conservavano, nella ricca articolazione di pieni e vuoti, e spazio verde, i valori urbanistici iniziali.
Basato su ricerche archivistiche ed accurati riscontri bibliografici, mette a fuoco le vicende storiche che seguirono la fine dello Stato Pontificio.
Fino a quegli anni infatti la città conservava ancora essenzialmente la dimensione che aveva in età barocca, cominciando progressivamente ad adeguarsi alle nuove esigenze di Capitale di uno Stato moderno.
Utile per osservare - e capire - la nascita della moderna metropoli, il libro descrive, con linguaggio semplice, le tappe fondamentali dello sviluppo della città.
Dal periodo della “febbre edilizia”, che lascia tracciati stradali e quartieri non ultimati, alla distruzione di parchi e ville e alla costruzione dei grandi ministeri. Dal tentativo del Sindaco Nathan di riorganizzare lo sviluppo urbano con un nuovo piano regolatore, per evitare una crescita poco attenta alle esigenze ed alle necessità dei suoi abitanti, di ogni classe sociale, agli effetti della violenta opposizione contro la sua amministrazione, che portò ad un nuovo patto tra aristocrazia, proprietari terrieri, società immobiliari, cui seguirono sventramenti ed una espansione illogica, il cui unico criterio guida sembra quello della speculazione edilizia, quasi senza soluzioni di continuità fino ai nostri giorni.
Presenta, inoltre, con inquadrature “a volo di uccello“, la pianificazione dei settori urbani realizzata durante il Governatorato, i nuovi quartieri di edilizia residenziale, le case popolari e le borgate.
Negli anni successivi le foro aeree si moltiplicano, ma mostrano una città satura, priva di gran parte della sua identità iniziale. Resta, quindi, solo il ricordo delle fasi di trasformazione, e della idea di un nuova città, che si andava piano piano plasmando.

Roma nell'età del Modernismo. La Capitale in controluce. Roma 2015.
Siamo nei primi anni del Novecento. Nuove mode e nuove strategie di comunicazione invadono il settore delle arti visive, contribuendo alla penetrazione del Modernismo lungo la penisola italiana. Lo sviluppo industriale e tecnologico porta ad un uso innovativo dei metalli e delle strutture architettoniche, ed accompagna la creazione di un diverso linguaggio espressivo che si contrappone alle tradizioni locali.
Se ne colgono significativi e particolari esempi soprattutto nei centri in fase di trasformazione e densi di fermenti sociali. Questo avviene anche a Roma, ma la dimensione culturale ed ideologica della Capitale ha il sopravvento. il suo mito è più forte dell'immagine reale della città. che pure si va fortemente modificando.